I progetti di solidarietà, realizzati dall'Associazione Walter Rossi, grazie ai fondi raccolti con il libro "In Ordine Pubblico (dieci scrittori per dieci storie)" a cura di Paola Staccioli

Le storie di questo libro raccontano una doppia morte: quella di un corpo spento nel fiore degli anni e quella di una memoria calpestata da uno Stato che nega giustizia, evitando di condannare se stesso.
L'Associazione Walter Rossi nel 2003 ha presentato il libro "In ordine pubblico", a cura di Paola Staccioli, una antologia di racconti di dieci scrittori dedicati a manifestanti uccisi nelle piazze d'Italia nel corso degli anni Settanta.
Grazie al contributo di Nanni Balestrino, Pino Cacucci, Massimo Parlotto, Erri de Luca, Haidi Giuliani, Alessandro Pera, Lidia Ravera, Ivo Scanner, Paola Staccioli, Stefano Tassinari, Roberto Tumminelli, autori del libro "In ordine Pubblico", che hanno devoluto l'intero importo dei diritti loro spettanti in favore di progetti di solidarietà internazionale.
I progetti, concretamente realizzati dal gruppo teatrale Ygramul durante la loro permanenza nel Mato Grosso del Sud (novembre/dicembre 2003), sono frutto della collaborazione fra l'Associazione di Solidarietà tra i popoli Yumimeya, l'Associazione Culturale Walter Rossi e L'Associazione Ma.nò.

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Alcune informazioni sulle popolazioni del Mato Grosso del Sud

I Guaranì sono presenti in Brasile, Paraguay, Argentina e Bolivia. Si dividono in quattro sottogruppi molto vincolati culturalmente e linguisticamente tra loro: i Kaiowà, i Ñandeva (o Guaranì), gli Mby'a ed i Chiriguanos.
I Guaranì-Kaiowà sono dislocati in Paraguay e nel Mato Grosso del Sud (la Grande Foresta). Il nome Kaiowà è stato loro attribuito dai bianchi e significa "quelli che vengono dalla macchia". La loro autodenominazione è Paî-Tavyterã che vuol dire "quelli che sono al centro della terra".
Lo stato del Mato Grosso del Sud, nella parte centro-meridionale del Brasile è una delle terre del paese con maggiore densità di popolazioni indigene. Le terre, originariamente di proprietà delle popolazioni indigene che nel corso degli anni sono state private dei loro diritti e deportate in altre aree, sono state vendute ai grandi proprietari terrieri (fazenderos) del Brasile, alle multinazionali, ad investitori giapponesi e italiani.
I Guaranì-Kaiowà, circa 25000, sono attualmente concentrati in otto riserve e in una trentina di aree minori, ma oltre 100 gruppi rivendicano le terre ancestrali ancora da demarcare.
Gli Indios hanno il tasso di mortalità più alto al mondo e l'età media più bassa.
L'occidente ha contribuito alla catastrofe che affligge i Guaranì-Kaiowà portando malattie respiratorie, tubercolosi, malaria, sifilide e oggi la piaga dell'Aids. 

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ACQUA POTABILE PER LA COMUNITÀ DI TAKUARA
Località:
Takuara, una delle terre retomadas (rioccupate) del Mato Grosso, un villaggio in cui vivono 82 famiglie (circa 480 persone) Guaranì-Kaiowà.
Attualmente, dopo la morte di Marcos Veron, ucciso dai pistoleros della fazenda dopo che nel gennaio 2003 aveva guidato la propria gente alla rioccupazione delle terre di Takuara, la comunità è guidata da Donna Giulia (vedova di Marcos Veron) e da suo figlio Ladjo. Ladjo unisce alla lotta per la conquista della terra un lavorolungo e paziente finalizzato alla riappropriazione dei propri costumi e tradizioni.
Obiettivo e attività:
L'obiettivo del progetto era quello di fornire acqua potabile al villaggio tramite la costruzione di un pozzo artesiano e un sistema di canalizzazione a vista che coprisse l'intero villaggio. Il villaggio sorge vicino al fiume Dourados, ma l'acqua non è potabile. In realtà durante la fase di studio del progetto, gli scavi realizzati nei pressi di un affluente del fiume Dourados hanno portato alla luce due fonti naturali di acqua potabile e, su suggerimento di Zelik (dottore brasiliano da anni impegnato nelle lotte degli indios per la rioccupazione delle terre), ci si è quindi orientati su un altro tipo di soluzione.
Avvalendosi di una pompa idraulica, in grado di pompare acqua dalle fonti naturali, e di relativa tubatura per la canalizzazione, si sarebbe risolto il problema dell'accesso e della distribuzione di acqua potabile. La disponibilità di acqua avrebbe favorito anche il rilancio di attività agricole (ai vari capi famiglia, oltre agli attrezzi da impiegare per i lavori di canalizzazione, sono stati distribuite delle sementi per lo sviluppo di piccole coltivazioni). Dopo aver terminato i lavori di scavo, la comunità di Takuara ha partecipato alla retomada della terra Iguanemì e ciò ha comportato la sospensione dei lavori.
Risultati attesi:
Alla fine dei lavori di canalizzazione, l'intera comunità ha avuto l'accesso all'acqua potabile.
Risorse impiegate: 724 euro.

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TELONI PER LE ABITAZIONI DI TAKUARA
Località:
Takuara.
Obiettivo e attività:
Fornire alle 82 famiglie del villaggio i teloni di plastica con i quali costruire (o rinforzare) il tetto delle capanne e delle baracche del villaggio, isolando così le abitazioni dalla pioggia e dal freddo specie durante la stagione delle piogge.
Sono stati acquistati 43 teloni (visto l'alto prezzo, la maggior parte sono stati acquistati usati al mercato nero), alcuni dei quali sono stati utilizzati per il tetto della scuola (in quei giorni erano iniziati i lavori di costruzione della baracca che avrebbe ospitato la scuola).
Risultati:
Tutte le abitazioni e la scuola del villaggio hanno un tetto o comunque hanno rinforzato la struttura pre-esistente.
Risorse impiegate: 437 euro.

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ATELIER DI CUCITO PER LE DONNE
Località:
Panambisinho; Cerromarangatu; Takuara; Jararà; Cokuei.
Obiettivi e attività:
L'opportunità per le donne di continuare a realizzare piccole attività economiche generatrici di reddito. Va sottolineato che le attività di cucito, nell'ambito delle varie aldeias (villaggi) (Panambisinho; Cerromarangatu; Takuara; Jararà; Cokuei) sono organizzate e gestite direttamente dalle donne del villaggio, mentre nel centro di Amambai, gestito dalla suora missionaria Elza in cui, nei mesi passati, è stato creato un centro di cucito, saranno gestite da una associazione di donne costituitasi diversi anni fa. Le attività di cucito permettono alle donne di creare nuovi abiti o di risistemare i capi usati acquistati nei vari mercatini per i membri della comunità. In alcuni casi (specie nel caso dell'Associazione delle Donne) i prodotti ottenuti sono venduti nelle altre riserve. Attualmente non esiste un canale di commercializzazione sul mercato locale di Dourados.
Si prevede che ogni donna, mensilmente, con questa attività possa guadagnare tra i 15 ed i 30 euro circa (un terzo dello stipendio medio di un operaio semplice). Parte dei profitti sono destinati all'acquisto di materiale già utilizzato, mentre il resto viene distribuito tra le donne per il sostenimento delle varie spese domestiche e familiari.
Nell'ambito di questo progetto si è acquistato del materiale per la manutenzione corrente delle macchine da cucire manuali che l'anno passato erano state donate a varie comunità (Panambisinho; Cerromarangatu; Takuara; Jararà; Cokuei) dal gruppo teatrale Ygramul.
Oltre ai materiali per la manutenzione sono stati acquistati materiali vari (rocchetti di filo colorato, strap cucibili, …), stoffe e fotocopie di riviste di taglio e cucito. Inoltre per l'Associazione delle donne del centro (provvisto di elettricità da circa un anno) di Suor Elza, è stata acquistata una macchina da cucire automatica.
Risultati:
La riparazione e la manutenzione delle macchine ha permesso la ripresa o la continuazione delle attività e la conseguente generazione di reddito o di supporto alla comunità in termini di produzione di capi di abbigliamento per uso interno.
Con la macchina automatica l'Associazione delle donne del centro missionario aumenterà la produzione e quindi le proprie potenzialità economiche.
Risorse impiegate: 600 euro.

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RETE DI COMUNICAZIONE TRA LE VARIE COMUNITÀ
Località:
Takuara; Panambisinho; Cerromarangatu; Passo Piracù; Guirachò; Jararà.
Obiettivi e attività:
Contribuire alla ricostruzione di una rete che favorisse la comunicazione tra le varie comunità, distanti e isolate tra loro, sia per scambi e confronti di idee nella gestione dell'ordinario, sia per l'organizzazione "partecipata e condivisa" delle varie retomadas. La comunicazione è utile per la ricostruzione di una struttura sociale e politica che risulta spesso inesistente o comunque estremamente sfilacciata.
L'idea progettuale inizialmente prevedeva l'acquisto di radio, ma il nuovo atteggiamento governativo, e conseguentemente delle amministrazioni locali, rende impossibile l'ottenimento dell'autorizzazione alla frequenza radio e all'installazione dell'antenna. Si è perciò deciso, su richiesta delle comunità, di acquistare tre antenne per cellulari (una sorta di ripetitore portatile) e 6 cellulari che sono stati consegnati ai capi villaggi delle rispettive comunità. Ad ognuno sono state poi consegnate delle batterie per la ricarica, una carta ricarica e 100 reias in contanti al sig. Itacir Pastor (volontario presso i Guaranì-Kaiowà) per acquistare le future ricariche. Una volta che i fondi si saranno esauriti, le comunità di ogni villaggio contribuiranno (ognuno sulla base delle proprie possibilità) all'acquisto delle ricariche.
Risultati:
Esiste una rete che permette la comunicazione tra 6 comunità di Guaranì-Kaiowà del Mato Grosso. Inoltre potranno, in caso di emergenza, contattare la città di Dourados per ricevere assistenza.
Risorse impiegate: 667 euro.

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