NON POSSIAMO OBBLIGARLI A DIRE LA VERITÀ,
MA POSSIAMO COSTRINGERLI A MENTIRE PIÙ PALESEMENTE.


Ragazze e ragazzi svizzeri, 25/07/2001


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I messaggi di piazza Alimonda e la nascita di un luogo di identità collettiva

copertina 1 copertina 2

Agende, disegni, messaggi scritti su sacchetti del pane, pacchetti di sigarette, tovaglioli di carta, biglietti del treno.
Dal 20 luglio 2001 a Genova la cancellata di piazza Alimonda è diventata luogo di memoria collettiva, spazio dove i fatti che portarono all'uccisione di Carlo Giuliani sono rimasti impigliati e continuano a echeggiare.
Persone di ogni età e condizione, la maggioranza delle quali non ha mai conosciuto Carlo, hanno sentito il bisogno di lasciare una traccia del loro passaggio e delle emozioni sperimentate: messaggi di madri e diari di adolescenti, incoraggiamenti alla resistenza, pensieri di scoramento e di commozione, riflessioni di ex-militanti e genitori che aggiungono poche righe in calce al disegno di un bambino, ma anche santini di padre Pio, cd musicali, cartoline spedite a Carlo in "piazza Carlo Giuliani ragazzo" e consegnate dal postino sulla cancellata.

[IN COSTRUZIONE]
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