15-17 luglio 2001

Finte facciate a coprire i vecchi edifici che si affacciano sul percorso dei G8 verso Palazzo Ducale.
Limoni finti sugli alberelli che decorano Piazza Matteotti.
Divieto di stendere i panni alle finestre.
300.000 uomini delle forze dell'ordine, polizia, carabinieri, guardia di finanza, servizi segreti, dotati di un armamento eccezionale per l'occasione: caschi integrali, fondine ad estrazione rapida, manganelli Tonfa, lacrimogeni al gas CS, idranti urticanti, blindati, carri armati...
I tombini sigillati.
I cancelli e le grate di ferro a chiudere la zona rossa.
I pass agli abitanti per poter tornare a casa loro, la sera.
I controlli e le perquisizioni, anche di notte, nelle case dei cittadini.
E poi: i negozi blindati.
Le colonne di container a chiudere l'accesso a diverse zone della città.
8 Presidenti di altrettanti paesi in riunione a Palazzo Ducale, in Genova.
8 Presidenti a decidere le sorti di tutti i Paesi del Mondo.
200 bare.
8 docce di decontaminazione all'Ospedale San Martino.
Missili e mine anti-sottomarino in porto.
Blocco aereo.
I cittadini invitati ad abbandonare la città: "i manifestanti lanceranno palloncini di sangue infetto", recitano i giornali.
Sospeso il trattato di Shenghen (che prevede la libera circolazione dei cittadini dell'Unione Europea all'interno dei paesi membri).
Elicotteri in costante volo sulla città.

BREVE CRONOLOGIA DEI FATTI DEL 20 LUGLIO 2001: PIAZZA ALIMONDA ORE 17.25

Venerdì 20 luglio

Il vicepresidente del Consiglio, on. Gianfranco Fini, con altri esponenti di Alleanza Nazionale, tra cui l'on. Ascierto, si trovano nella Caserma dei Carabinieri di San Giuliano dove si trattengono per diverse ore. Le forze dell'ordine vengono dislocate nelle zone dove passeranno i cortei e nelle vicinanze delle piazze tematiche.
Sono stati rimossi i cestini della spazzatura ma molti cassonetti si trovano tuttora lungo i percorsi e nelle piazze dove si raccolgono i manifestanti.
Fin dalla mattina compare il Black block: gruppi di 10, 15, al massimo 20 persone alla volta, molte delle quali dall'accento straniero, si aggirano per la città distruggendo vetrine, incendiando cassonetti, auto, motorini.
Fanno incetta di sassi, spranghe e bastoni.
Diversi privati cittadini, da varie zone della città, denunciano il fatto alle autorità competenti. Un gruppo si concentra in piazza Paolo da Novi, la piazza tematica dei Cobas; inizia a smantellare la pavimentazione e a caricare i cassonetti con pietre.
Alcuni manifestanti tentano di fermarli.
Le forze dell'ordine, che si trovano a breve distanza, no.
Indietreggiano, sparando lacrimogeni. Li inseguono nelle vie adiacenti senza mai fermarli davvero.

A Genova sospesi i diritti fondamentali

E' stata approvata dal Parlamento Europeo la Relazione sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea per il 2001:

Il Parlamento europeo, "[...] deplora le sospensioni dei diritti fondamentali avvenute durante le manifestazioni pubbliche, ed in particolare in occasione della riunione del G8 a Genova, come la libertà di espressione, la libertà di circolazione, il diritto alla difesa, il diritto all'integrità fisica"

e inoltre, "esprime grande preoccupazione per il clima di impunità che sta sorgendo in alcuni Stati membri dell'Unione europea (Austria, Belgio, Francia, Italia, Portogallo, Svezia e Regno Unito), in cui gli atti illeciti e l'abuso della violenza da parte degli agenti di polizia e del personale carcerario, soprattutto nei confronti dei richiedenti asilo, dei profughi e delle persone appartenenti alle minoranze etniche, non vengono adeguatamente sanzionati ed esorta gli Stati membri in questione a privilegiare maggiormente tale questione nell'ambito della loro politica penale e giudiziaria".

Scarica il documento integrale della Relazione 
Scarica la Carta dei diritti fondamentali






Richiesta di archiviazione del PM Silvio Franz

Opposizione alla richiesta di archiviazione dell'Avv.Pisapia

L'archiviazione del GIP Elena Dalosio


[IN COSTRUZIONE]

"[...] Sapete che su piazza Alimonda sono state condotte diverse inchieste di controinformazione? Niente di ufficiale: siamo nell'ambito di gente che non vuole mangiare la foglia, che si è messa al lavoro su centinaia di foto, di immagini in movimento e di testimonianze. Se state leggendo questo pezzo on line è possibile che siate persone che utilizzano Internet per conoscere ed informarsi al di là dei consueti canali dell'informazione.
Allora vi consigliamo di leggere queste contro-inchieste, tanto per farvi un'idea di che cosa si può fare se si vuole andare "oltre" quello che viene imposto. Sono di parte, dichiaratamente, sono state costruite con passione (e con una certa esperienza) e con la convinzione che sulla vicenda ci siano troppi fatti strani, troppi conti che non tornano. Potreste commentare che sono tutte illazioni, che non c'è niente di provato. Ma resterete scossi, scossi dalla quantità di cose che non sapevate di quel 20 luglio del 2001 a Piazza Alimonda, scossi dalla considerazione che, invece, potrebbe essere vero quello che dicono Arto, Franti e Lello Voce (gli autori delle inchieste). Scossi dal fatto che, se tutto dovesse essere archiviato, non saprete mai chi ha veramente sparato a Carlo Giuliani, perché e come. Non saprete mai se Carlo, quando fu travolto dalla camionetta per ben due volte era già morto (come sostiene il pubblico ministero) o ancora vivo (come sostengono molte testimonianze dei soccorritori). Non saprete mai se si può parlare di legittima difesa per un carabiniere con una pistola dentro una camionetta a quasi quattro metri da un ragazzo con un estintore vuoto in mano. Non saprete mai la dinamica dei fatti. E Genova 2001 sarà ufficialmente "cancellata", resterà sospesa con il suo carico di lutti e di vergogna, come tanti altri misteri italiani, sopra le nostre teste.[...]"
A.M. da L'Unità

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