Sito web ufficiale del Comitato Piazza Carlo Giuliani o.n.l.u.s.
Il Comitato Piazza Carlo Giuliani - O.N.L.U.S è formato da amiche e amici, familiari, cittadine/i che nell'evento del 20 luglio 2001 hanno visto un drammatico segno dei tempi e per questo s'impegnano a mantenerne viva la memoria e ad intervenire in ogni circostanza che presenti la possibilità del suo ripetersi.
Per piazza Alimonda non c'è stato un processo
Carlo sui muri

La causa civile.
Dichiarazioni dell'avvocato e della famiglia.

In data 19/10/2017 è stata pubblicata la sentenza della Corte d'Appello di Genova, che ha confermato la sentenza del 15/1/2015 del Tribunale di Genova che respingeva le domande della famiglia Giuliani tendenti ad acclarare le responsabilità per l'uccisione di Carlo.
La causa avanti al Tribunale era stata promossa nei confronti di quattro soggetti: il Vice Questore Lauro per le sue responsabilità nell'aver ordinato l'azione del contingente di carabinieri contro i manifestanti fermi in via Caffa all'altezza di via Tolemaide e in seguito alla quale il Defender con Mario Placanica a bordo si era trovato bloccato; Mario Placanica per aver sparato il colpo di pistola che colpì Carlo; il Ministero dell'Interno e il Ministero della Difesa (da cui dipendono Polizia di Stato e Carabinieri) perchè Carlo morente era stato colpito da un sasso sulla fronte quando già era agonizzante; gli stessi Ministeri, quali "datori di lavoro" di Lauro e Placanica per le responsabilità nei fatti accaduti.
Nel processo di primo grado si è svolta una articolata istruttoria, con la visione del video che riepilogava in ordine cronologico gli avvenimenti e l'audizione di alcuni testimoni, tra cui gli alti ufficiali dei Carabinieri presenti in piazza Alimonda.
Con una decisione non contraria alla legge ma certamente contraria allo logica e al buon senso, la sentenza è stata redatta non dal giudice che aveva istruito la causa sin dall'inizio, ma da un altro giudice che lo ha sostituito all'ultima udienza.
La sentenza di primo grado è stata particolarmente approssimativa, in quanto si è basata essenzialmente sull'ordinanza del Giudice per l'Udienza Preliminare che nel 2003 aveva archiviato il procedimento nei confronti di Placanica con una ricostruzione largamente contraria a tutte le evidenze.
Per questo la famiglia Giuliani ha deciso di presentare appello.
La sentenza della Corte d'Appello ha almeno il pregio di aver ricostruito gli avvenimenti con maggiore ampiezza e di aver sfatato alcuni miti che aleggiavano intorno alla vicenda. La Corte ha dato risposte a molti interrogativi, che però non possono essere considerate soddisfacenti.

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info-icon-sqLettera di
Haidi Gaggio Giuliani

27.04.2015
Ora che l'Italia è stata condannata dall'Europa e nessuno può negare le violenze delle forze dell'ordine durante il G8 di Genova, c'è chi se la prende ancora con Carlo. A parte la signora Santanché, una vera ossessione la sua, che non perde occasione di indignarsi per un'aula di Montecitorio che non esiste, altri continuano a dare notizie false o falsamente riportate. Leggi tutto

info-icon-sqIl 5 per mille
al Comitato

Carissime amiche e carissimi amici,
anche quest'anno, in coincidenza con la denuncia dei redditi per il 2016 (nella dichiarazione da farsi nel 2017 relativa all'anno fiscale 2016), sarà possibile indicare all'Erario come destinazione del 5 per mille il Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus (codice fiscale: 95075250100).
I fondi raccolti saranno utilizzati, per le iniziative del Comitato, comprese quelle di solidarietà internazionale, come quelle illustrate sul nostro sito (COSA FACCIAMO), in base al nostro statuto. Leggi tutto

info-icon-sqNON SI ARCHIVIA UN OMICIDIO

Da dodici anni Giuliano studia immagini, ascolta registrazioni, legge testimonianze. E attende risposte. Come i genitori di Federico, le sorelle di Stefano e di Giuseppe, i figli di Aldo, le figlie di Giuseppe e di Michele...
La lista è lunga.
Ma che paese è il nostro? Leggi tutto
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L’osservatorio sulla repressione è una associazione di promozione sociale nata nel 2007. Si prefigge di promuovere e coordinare studi, ricerche, dibattiti e seminari, sui temi della repressione, della legislazione speciale, della situazione carceraria, la ricerca, la raccolta, la conservazione di materiali e di documenti inerenti la propria attività. Promuove anche iniziative a livello sociale e giudiziario per eliminare ogni distinzione sociale ed economica basata sulle differenze di nazionalità, di etnia, di identità sessuale o convinzione religiosa, e da sostegno a tutte le iniziative a favore della pace e del rifiuto della guerra e sostenere ogni azione in difesa dei diritti umani, della libertà dei popoli, del rispetto della sovranità e dell’indipendenza delle Nazioni, nello svolgimento pacifico dei rapporti internazionali
retinv
"RETI-INVISIBILI" è il network di associazioni italiane impegnate nella memoria storica, nella ricerca della verità e della giustizia su molte vicende che hanno insanguinato il nostro Paese dal dopoguerra ad oggi. Cosa lega le vittime innocenti delle stragi italiane a quelle uccise dalle forze dell'ordine, dallo squadrismo neofascista, dalle organizzazioni mafiose? Fatti diversi tra loro però uniti da un'unica strategia: la negazione della verità da parte degli apparati dello Stato, conseguenza di insabbiamenti, sottrazione di documenti processuali rilevanti, sostanziale archiviazione di tutti i procedimenti in corso. Senza l'accertamento della verità, i familiari delle vittime di stragi e omicidi compiuti anche da diversi responsabili sono diventati come invisibili, buoni solo per le ricorrenze e gli anniversari con cui lo Stato si autoassolve dalle sue responsabilità. Per questo da oggi quelle persone si ritrovano in "Reti-invisibili".
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